Comunicato stampa — No ad ipotesi di sanatoria di abusi­vismo

fnomceoIl Presi­dente del CiC e i rappre­sen­tanti delle 13 società scien­ti­fiche che lo formano erano presenti all’incontro del 24 novembre 2016 ed hanno parte­cipato attiva­mente ai lavori.

La notizia di questo emenda­mento sul ricono­sci­mento del ruolo degli odonto­tecnici come profes­sione sanitaria ha lasciato tutti i presenti sorpresi e indignati.

Tutte le Società Scien­ti­fiche della profes­sione odonto­ia­trica presenti a Roma presso la sede della FNOMCeO per un incontro dedicato all’esame di criteri oggettivi per il loro ricono­sci­mento sia presso la Federa­zione che presso il Ministero della Salute manife­stano la preoc­cu­pa­zione di tutta l’odontoiatria italiana per alcuni ipotesi di “sanatoria dell’abusivismo” che dovrebbero essere intro­dotte, tramite un emenda­mento dell’ultima ora, nel provve­di­mento relativo alla legge di bilancio.

Si tratta, affermano all’unisono circa 50 Associa­zioni e Società Scien­ti­fiche, di un tentativo di provocare attra­verso il ricono­sci­mento del ruolo degli odonto­tecnici come profes­sione sanitaria una ferita ingua­ribile alla tutela della salute dei cittadini.

Gli odonto­tecnici hanno tutto il diritto di vedersi ricono­sciuto un percorso di miglio­ra­mento della loro forma­zione culturale ma non certo attra­verso un immotivato inseri­mento nell’ambito delle profes­sioni sanitarie che nulla hanno a che vedere con le loro attri­bu­zioni di carattere commer­ciale ed artigianale.
L’incandescente momento pre — elettorale non può certo essere strumen­ta­lizzato per raggiungere obiettivi che nulla hanno a che vedere con provve­di­menti di legge che hanno scopi ben diversi.

Vigileremo con grande atten­zione nell’immediato futuro dicono i rappre­sen­tanti delle Società Scien­ti­fiche dell’odontoiatria per evitare che 62.000 iscritti all’albo degli odonto­iatri e 300.000 impegnati nell’indotto vedano avvilita la loro profes­sio­nalità e premiato, attra­verso una sorta di sanatoria mascherata, il fenomeno dell’abusivismo che costi­tuisce ancora una piaga tutta italiana dell’assistenza odonto­ia­trica.

 

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