F.A.D. 2012

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APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE IN ODONTOIATRIA

CORSO FAD CIC 2012

01 settembre 2012 – 30 giugno 2013

Id ECM nr. 696-41255

Nr. 30 ore formative – crediti erogati 30

RESPONSABILI SCIENTIFICI:

Dr. Giovanni Braga – Dr. Gianfranco Carnevale – Dr. Francesco Scarparo

Razionale

Nella “mission” del CIC vi è la promozione di attività formative e di educazione continua, e in tal senso ha preso corpo il progetto della FAD (formazione a distanza).

L’obiettivo della FAD è quello di permettere ai soci delle Società Scientifiche l’acquisizione, mediante un percorso formativo di qualità, dei crediti richiesti da un sistema, ormai quasi del tutto a regime, che deve provvedere ad un aggiornamento efficace dei professionisti, impegno doveroso a tutela della salute dei cittadini.

La FAD CIC si propone nel 2012 sotto forma di ” Percorso Multisciplinare”, sviluppato da tutte le società aderenti, ognuna per la propria area di pertinenza.
Il progetto  sarà quindi articolato in moduli relativi alle diverse specialità, con verifiche   di apprendimento separate per ogni modulo.

 

Programma formativo

Le tredici Società Scientifiche che fanno parte del CIC hanno aderito alla FAD multidisciplinare ed il Comitato Scientifico del CIC Provider ha chiesto loro di sviluppare percorsi di “primo approccio”, trattando argomenti di base e di carattere generale che potessero interessare gli specialisti delle diverse discipline, in modo che potesse derivarne una crescita reciproca ed un aggiornamento per gli associati delle varie società anche in temi diversi da quelli a loro abituali.

Con questa idea le società di protesi (AIOP) e di parodontologia (SIdP) hanno sviluppato il fondamentale argomento della diagnosi, cardine di ogni piano di trattamento e di ogni terapia; senza una raccolta dati ed uno studio del caso, semplice o complesso che sia, ogni trattamento specialistico rischia di essere inappropriato. Nello stesso solco si inseriscono le trattazioni sia dell’Accademia che della Società di Endodonzia e dell’Accademia di Conservativa (AIE, SIE, AIC) che hanno focalizzato l’attenzione su due degli aspetti

fondamentali che definiscono la prognosi dei trattamenti endodontici, ovvero lo studio dell’anatomia dentale e l’ancora non abbastanza diffuso isolamento del campo operatorio tramite la diga di gomma. In campo endodontico trova la sua applicazione principe il microscopio operatorio, oggetto della trattazione dell’AIOM,

che in moltissime situazioni aiuta a migliorare sostanzialmente la qualità delle terapie. Il documento AIOM risulta utile a chi già utilizza il microscopio ma anche e soprattutto a chi non ha ancora avuto modo di entrare in contatto con uno strumento realmente in grado di migliorare le terapie quotidiane.

Ancora in tema di endodonzia, ma di interesse comune a molti clinici vista l’urgenza e la frequenza con la quale si presentano questi casi, è il documento sviluppato dalla società di traumatologia dentale (SITD) che focalizza il trattamento dei denti con apice immaturo che hanno subito un trauma, fornendo le linee guida per favorire la corretta formazione radicolare e gettando un occhio sul futuro con lo studio dell’utilizzo delle cellule staminali pulpari per le tecniche rigenerative.

Sempre in tema di diagnosi, e in considerazione che a molti clinici anche non attivi in campo ortodontico o pedodontico accade di visitare bambini con malocclusioni e necessità ortodontiche, la Società Italiana di Ortodonzia (SIDO) ha voluto fare il punto su un aspetto che se correttamente individuato consente di aiutare il paziente nello sviluppo armonico della faccia, di ottenere il massimo risultato dalle terapie ortodontiche e di minimizzare il rischio di recidive ortodontiche: l’interazione tra dislalie, deglutizione e malocclusione. Saper intercettare eventuali anomalie funzionali mette in grado il clinico di rendere un servizio al paziente sia per l’aspetto odontoiatrico/ortodontico che per gli aspetti relazionali e scolastici.

Anche la Società di Tecnica Bidimensionale (SITeBi) fornisce ai non specialisti un aggiornamento importante su quanto l’introduzione delle miniviti (ancoraggi scheletrici) abbia mutato il trattamento delle seconde classi non estrattive, riducendone i tempi e aumentandone le probabilità di successo, pur in assenza di una altrimenti indispensabile collaborazione attiva da parte del paziente.

La Società italiana di Chirurgia Orale e Implantare (SICOI) ha sviluppato una trattazione estremamente utile per individuare quei pazienti che potrebbero andare incontro a complicanze legate allo stato di salute generale ed ai farmaci assunti; in considerazione della età crescente dei pazienti negli studi odontoiatrici e del fatto che l’odontoiatria è in generale una branca chirurgica, dove l’uso di anestesia, le estrazioni, le procedure di courettage sono all’ordine del giorno anche in studi non dedicati alla chirurgia orale, la SICOI ha fornito delle linee guida che dovrebbero entrare nell’uso comune di ognuno per la raccolta anamnestica e la valutazione della categoria di rischio dei pazienti.

Nello stesso solco si inserice la Società Italiana di Chirurgia Orale (SICO), che chiarisce molti punti dubbi su un problema emergente e controverso: il trattamento dei pazienti in terapia con bifosfonati. Considerando che allo stato attuale i bifosfonati sono tra i 20 farmaci più prescritti al mondo, e che le complicanze orali ad essi ascritte sono spesso estremamente gravi, è fondamentale che ogni clinico abbia nozioni chiare ed aggiornate su un tema così scottante.

E ancora in tema di chirurgia la Società Italiana di Osteointegrazione (SIO) ha preparato un percorso che offre un excursus interessante per ogni clinico a proposito di qualità delle ricerche biomediche, con informazioni che sono indispensabili a chi voglia accostarsi alla ricerca, ma anche e non meno a chi ricorre agli studi ed alle

ricerche fatte da altri per indirizzare la propria clinica, fornendo inoltre una interessante “check list” dei requisiti qualitativi che un impianto dovrebbe possedere per l’utilizzo clinico.

Si parla molto di interdisciplinarietà e multidisciplinarietà, di scambio tra professionisti e di condivisione delle informazioni, e con il percorso formativo preparato il CIC si è fatto interprete delle esigenze di aggiornamento e di informazione dei clinici.


Indice dei moduli

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